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Giovanni Cerri è nato nel 1969 a Milano, dove vive e lavora.
Ha iniziato a esporre nel 1987 e da allora ha tenuto mostre in Italia e all’estero. Parallelamente all’attività artistica, ha svolto il ruolo di promotore, organizzatore e curatore di mostre in spazi pubblici e gallerie private, collaborando tuttora con riviste, siti web e blog che si occupano di arte moderna e contemporanea.

Da sempre attratto dal territorio urbano di periferia, la sua ricerca si è sviluppata nell’indagine tematica dell’archeologia industriale, con raffigurazioni di fabbriche dismesse, aree abbandonate e relitti di edifici al confine tra città e hinterland. Dal 2001 al 2009, con il ciclo delle «città fantasma», ha lavorato dipingendo sulla carta di quotidiano. Un supporto che – attraverso alcuni frammenti di scritte – raccontava la nostra contemporaneità, come una sorta di cronaca affiorante dalla materia pittorica. Nel 2006, con questa tecnica, ha rivisitato in sedici quadri alcuni celebri volti della Cappella Sistina e del Giudizio Universale di Michelangelo per una mostra alla Galleria Blanchaert di Milano e successivamente è stato invitato dal curatore Philippe Daverio al Premio Michetti a Francavilla al Mare. Nel 2008 espone con il padre Giancarlo al Museo della Permanente a Milano nella mostra «I Cerri, Giancarlo e Giovanni. La pittura di generazione in generazione». Nel 2009 realizza il grande trittico dal titolo «Gomorra, l’altro Eden», ispirato al best-seller di Roberto Saviano.

In questi anni, diversi suoi cataloghi sono stati accompagnati dai testi dell’amico scrittore Raul Montanari.
Nel 2010 è tornato alla pittura su tela, presentando nell’ambito del Premio «Riprogettare l’archeologia», un altro grande trittico dal titolo «Habitat» alla Triennale Design Museum di Milano. Nel 2011, invitato dal curatore Vittorio Sgarbi, espone al Padiglione Italia Regione Lombardia alla 54° Biennale di Venezia, e successivamente alla mostra «Artisti per Noto. L’ombra del divino nell’arte contemporanea» a Palazzo Grimani a Venezia.
Una sua opera è presente nella collezione del Museo della Permanente a Milano.

Del suo lavoro hanno scritto, tra gli altri: Vera Agosti, Simona Bartolena, Rolando Bellini, Luisa Bergomi, Felice Bonalumi, Cinzia Bossi, Chiara Canali, Gemma Clerici, Mauro Corradini, Stefano Cortina, Stefano Crespi, Antonio D’Amico, Andrea B. Del Guercio, Mimmo Di Marzio, Gianfelice Facchetti, Alberto Figliolia, Lorenza Fragomeni, Flaminio Gualdoni, Cristina Guerra, Franco Migliaccio, Bruno Milone, Raul Montanari, Elisabetta Muritti, Luca Pietro Nicoletti, Carlo Perini, Dimitri Plescan, Veronica Riva, Claudio Rizzi, Steve Rockwell, Gabi Scardi, Giorgio Seveso, Gian Marco Walch.

Giovanni Cerri was born in 1969 in Milan, where he lives and works.
He began exhibiting in 1987 and since then has exhibited in Italy and abroad. Alongside his artistic activity, he has worked as a promoter, organiser and curator of exhibitions in public and private galleries, collaborating still today with magazines, websites and blogs in the field of modern and contemporary art.

Always attracted by the urban and hinterland territories, his research has developed in the thematic investigation of industrial archaeology, with depictions of disused factories, abandoned areas and wreckages of buildings on the border of city and outskirts. From 2001 t0 2009, with the cycle of “ghost cities”, he painted on newspaper, a support that – through some fragments of text – tells of the present-day, like a sort of emerging chronicle of the pictorial material. In 2006, with this technique, he revisited in 16 paintings some of the most celebrated faces of the Sixteen Chapel and The Last Judgement of Michaelangelo for an exhibition at Galleria Blanchaert in Milan and successively was invited by the curator, Philippe Daverio, to take part in the Michetti Prize at Francavilla al Mare. In 2008, together with his father, Giancarlo, at the Museo della Permanente in Milan, he held the exhibition “The Cerris: Giancarlo and Giovanni: Painting from Generation to Generation”. In 2009, he completed a large triptych entitled: “Gomorra: The Other Eden”, inspired by Robert Saviano’s best-seller.

In these years, several of his catalogues were accompanied by texts written by his friend and writer, Raul Montanari.
In 2010, he returned to painting on canvas, presenting another great triptych entitled “Habitat” at the Trinnale Design Museum in Milan, in occasion of the “Redesigning Architecture” Prize.
In 2011, he was invited by the curator, Vittorio Sgarbi, to exhibit in the Lombardy Section of the Italy Stand at the 54th Biennale di Venezia, and successively in the exhibition “Artists for Noto. The Shadow of the Divine in Contemporary Art” ?at Palazzo Grimani in Venice.
One of his works is present in the collection of the Museo della Permanente in Milan.