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2005
Catalogo mostra personale “Sopravvivenze” Cortina Arte – Milano Casa G. Cini – Ferrara
[…] Altre figurazioni appaiono: sagomature dense e pur sfuggenti, volti velocemente ritratti e resi con forti contrasti, tra macchiature alla Kokoschka ed urgenza di contorni che “tengano” ogni possibile dispersione degli inquieti sguardi. Sono, a mio avviso, le cose migliori dell’artista milanese, quelle nelle quali l’affetto accordato ad alcuni aspetti dell’espressionismo storico diventano palesi. […]
Franco Patruno
[…] Other figures appear: thick, fleeting forms, faces rapidly painted with great contrasts, between Kokoschka – like sketch techniques and necessary contours that “preserve” the works any possible dispersion of the anxious looks. In my opinion, they are the best aspects of this Milanese artists, those in which the attachment given to some aspects of historical Expressionism become evident. […]
Vania Frare […] Non è la tematica in sé a creare un legame con l’osservatore, ma il guizzo di certi sguardi, la consistenza di atmosfere inquietanti, o colori che scaldano il sangue: penso ai numerosi ritratti, a quelle figure che, come in Grido di guerra, sembrano sfondare la già fragile soglia della carta per irrompere nel reale, o ancora alla debole umanità che nonostante in tutto di tanto in tanto riemerge (Il bacio). […] Le opere di Cerri, realizzate su carta di giornale (che implicitamente così “sopravvive” alla sua fine) testimoniano questo. […]
It is not the theme in itself that creates a bond with the observer, but the darting of certain looks, the consistency of disturbing atmospheres, or colours that heat the blood: I’m thinking of the numerous portraits, those figures that, like in Grido di Guerra, seem to break through the fragile threshold of the paper into reality, or the weak humanity that in spite of everything re-emerges now and then (Il bacio). […] Cerri’s works, carried out on sheets of newspaper (that implicity “survives” to its end) are testimony to this. […]
2004
Catalogo “Places” – Museo Pagani – Castellanza (VA)
Fiorella Mattio […] Nei luoghi oltreiltempo di Giovanni Cerri cogliamo la distruzione del cosmo, della società che si sgretola e tenta di ricomporsi, attraversata da lucori lontani e improvvisi squarci di luce o da vortici di materia che riportano il mondo alle sue origini, a un tempo di guerre e cataclismi. Tutto si distrugge e tutto si crea. Le carte stracciate, i giornali strappati, i pezzi di nastro adesivo rimasti avvinghiati alla tela sono ricordi di un ambiente metropolitano, ormai detriti, rifiuti di un mondo finito, sulle ceneri del quale si scaglia la luce di un orizzonte nuovo. […] |
